Programmazione scolastica 2027-2030: UPI Marche a confronto con la Regione

Programmazione scolastica 2027-2030: UPI Marche a confronto con la Regione

Si è tenuto questa mattina l’incontro tra i rappresentanti delle Province marchigiane e di UPI Marche (nella figura della direttrice Valeria Ciattaglia) e l’assessore regionale all’Istruzione Enrico Rossi. Presente anche il Vice Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Galeazzi. Al centro del tavolo, le osservazioni sulle nuove linee guida e la necessità di un ruolo centrale degli Enti intermedi nella gestione del sistema scolastico territoriale.


Un confronto serrato e costruttivo quello svoltosi oggi in Regione, dove l’Unione delle Province delle Marche insieme ai rappresentanti delle Province marchigiane ha presentato all’assessore Rossi le istanze emerse dal coordinamento tecnico e politico dei giorni scorsi. L’obiettivo è chiaro: garantire una programmazione scolastica per il periodo 2027-2030 che sia efficace, rispettosa delle competenze territoriali e aderente alle reali necessità di studenti e personale.

L’UPI ha ribadito con forza la necessità di restituire alle Province la piena dignità istituzionale: non si tratta di un mero esercizio formale, ma di una condizione sostanziale per permettere agli Enti di esercitare le proprie funzioni in materia di istruzione. Tra i punti critici sollevati:

Rapporti con il Ministero: UPI ha stigmatizzato la tendenza del Ministero dell’Istruzione a veicolare cambiamenti rilevanti direttamente ai dirigenti scolastici tramite gli Uffici Scolastici Regionali (USR), bypassando la competenza delle Province.

Riforma degli Istituti Tecnici (4+2): è stata espressa forte preoccupazione per la riforma che di fatto aumenterebbe di un anno il percorso di studi con le relative difficoltà per l’edilizia scolastica competenza delle Province. L’UPI sostiene la richiesta di sospensione, evidenziando le criticità legate agli spazi necessari per gli ITS e l’impatto sul personale.

Autonomia dei CPIA: è stato sollecitato il ritorno all’autonomia per i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti laddove hanno subito accorpamenti penalizzanti.

Sul piano tecnico, le Province hanno avanzato proposte puntuali per integrare le bozze delle linee guida

Aree Interne (SNAI): è necessario prevedere già nelle linee guida che hanno scadenza 2030 eventuali aggiornamenti alla strategia SNAI che in questo momento è in fase conclusiva (2027)

Logica educativa: incentivare l’aggregazione per poli non solo per razionalizzare il personale amministrativo, ma per seguire una coerente visione pedagogica.

Un punto nodale riguarda la gestione dei flussi informativi: UPI Marche chiede che gli Uffici Scolastici Provinciali forniscano dati numerici certi (per istituto, classe e indirizzo) in tre momenti chiave dell’anno (aprile, settembre e fine anno scolastico). A tal proposito, è stato richiamato l’accordo modello sottoscritto dalla Provincia di Pesaro Urbino con l’USR per la fornitura di dati in formato rielaborabile.

Infine, sono state proposte modifiche procedurali: lo slittamento della scadenza per le delibere provinciali al 15 ottobre e una maggiore chiarezza sulle delibere dei Comuni per le scuole di primo grado. Le Province hanno chiesto di specificare meglio i criteri per evitare la creazione di istituti “eccessivamente grandi”, termine attualmente considerato troppo vago per una pianificazione efficace.

L’incontro di oggi segna un passo importante verso una gestione condivisa della rete scolastica, con l’auspicio che la Regione accolga le istanze di chi, quotidianamente, gestisce le infrastrutture e i servizi per le comunità locali.

Dichiarazione Valeria Ciattaglia: Sono soddisfatta dell’incontro e auspico un sempre maggiore coinvolgimento dell’upi marche al fine di coordinare le competenze delle Province sia nella programmazione scolastica sia nell’edilizia scolastica direttamente connessa al numero di studenti iscritti e alla necessità di spazi, aule e sicurezza dei ragazzi.

Dichiarazione assessore Enrico Rossi: Si è trattato di un confronto importante, di carattere preventivo ma allo stesso tempo di approfondimento della bozza delle linee guida già redatte dal settore. Queste linee guida recepiscono le richieste avanzate dalle Province in termini di coinvolgimento preventivo, di definizione delle competenze dei Comuni e di un maggiore e miglior raccordo con i dati messi a disposizione dall’Ufficio Scolastico Regionale. L’obiettivo è consentire alle Province di svolgere appieno il proprio ruolo all’interno della programmazione scolastica, nel quadro dell’offerta formativa. Un punto centrale emerso è la disponibilità dei dati relativi alle iscrizioni in due fasi specifiche dell’anno. Questo permetterà alle Province di essere protagoniste nella definizione dell’offerta formativa scolastica per ciascuna area di propria competenza. Allo stesso tempo, è fondamentale l’inserimento di percorsi come il ‘4+2’ o il ‘Made in Italy’ all’interno dell’offerta formativa. Tali determinazioni hanno infatti un impatto significativo sugli aspetti logistico-organizzativi e sulla fruibilità dei plessi scolastici, elementi che rientrano pienamente nelle competenze di carattere provinciale.”